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Coinvolgente iniziativa per la Giornata della Memoria a Carovigno PDF Stampa E-mail
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Scritto da Angela Greco   
mercoledì 19 marzo 2008
Elvira Sarli Gianfaldoni "Emozionante"....E' questo il termine usato dal Dirigente scolastico, prof. Mario Pecere, a conclusione dell'incontro fra la scrittrice Elvira Sarti Gianfaldoni e gli alunni della Scuola secondaria di 1°grado CAVALLO-MORELLI di CAROVIGNO, tenutosi il 30 gennaio scorso presso l'Aula Magna del plesso Morelli.
L'iniziativa si inserisce nelle celebrazioni della Giornata della Memoria, istituita a partire dall'anno 2000 nel nostro Paese, per ricordare gli orrori dei lager e le vittime della Shoah.

Una testimone dì quegli orrori è proprio la signora Elvira Sarli Gianfaldoni, autrice del libro II cratere nella pianura, edizioni Schena Fasano, che gli alunni delle classi terze hanno letto e analizzato in questi mesi, dimostrando con le loro domande e la loro commossa partecipazione quanto abbiano apprezzato questa testimonianza straordinaria. Alla presenza di un folto pubblico, fra cui il Sindaco Zizza, l'Assessore Brandi e il Consigliere provinciale Peciccia, l'Autrice, presentata dall'Editore Angela Schena, ha risposto alle domande con toccante semplicità, ricordando le umiliazioni e le sofferenze patite dopo l'8 settembre 1943 in un campo di internamento.
Il cratere nella pianura è stato pubblicato nel 1992. Il giornalista Gustavo Delgado, che ha scrìtto la Prefazione, coglie con grande acutezza i molti pregi dell'opera e sottolinea, accanto alla semplicità ed alla scorrevolezza del racconto, il profondo valore umano e il senso di dolore e sofferenza che vanno oltre l'esperienza personale, per acquistare una dimensione collettiva e storica.
Il libro è la narrazione dolorosa di quel periodo terribile della guerra che inizia con l'armistizio dell'8 settembre del 1943. Con la tecnica del flash back, la memoria si dilata con dolce tenerezza su avvenimenti della vita in famiglia, i piccoli oggetti, le care abitudini che rendono ancora più amaro il confronto con la terribile realtà che Elvira, sua madre e il fratellino Mino sono costretti ad affrontare.
Gaeta, la spiaggia di S. Agostino, il campo di internamento di Cesano, Itri, e poi Napoli, Taranto, la Sicilia: i luoghi dello strazio e quelli dei giorni felici si dipanano nella memoria di una bimba divenuta grande troppo in fretta. Sullo sfondo crudele della ferocia umana brillano i teneri ricordi legati a Mino, il fratellino che fu impossibile salvare e che diventa il simbolo dì un olocausto senza colpa, frutto anch'esso del grande amore materno.

 

Giornata della Memoria a Carovigno

 

 
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